Riceviamo da Pavel Blanco Cabrera, dirigente del Partito dei Comunisti -
Messico, un interessante discorso di Marcos su Lenin
Lenin torna a proposito con ciò che sta succedendo
nel nostro paese
Subcomandante Insurgente Marcos
Intervento presso la Casa dello
Studente Vladimir Ilich Lenin
Morelia, Michoacán
4 Aprile 2006
Compagni e compagne della Casa di Lenin, grazie per la vostra ospitalità, per noi è un onore essere qui, per voi e per il nome che porta la vostra casa.
Lenin torna a proposito con quello che capita nel nostro paese.
“Lenin ha individuato le tre grandi sfide che affronta chi vuole trasformare la
realtà in cui viviamo. Il primo è la produzione teorica, la teoria, la
discussione e il dibattito; il secondo è l’analisi concreta con i soli elementi
teorici, l’analisi della realtà in cui stiamo lottando; il terzo, che è il più
difficile per chi comincia a formarsi, è la pratica, la lotta. Ci sono vari
aspetti della vita di chi lotta che hanno a che fare con il cuore, la cultura,
lo studio delle scienze, dell’arte, con l’umore, con le relazioni
interpersonali. Ma questi prime tre, l’analisi - la discussione, il dibattito
teorico - l’analisi concreta e la lotta, questi sono quelli fondamentali.”
Da un lato gli intellettuali, che pensano che la produzione teorica sia l’unico
spazio in cui sviluppare la trasformazione sociale, e che nello spazio della
discussione teorica fanno concessioni sempre più grandi alle idee che vengono
da sopra ; in questo senso certi intellettuali molto per bene, educati,
fragili, si confrontano con le idee del potere, senza affrontarle con la
radicalità, la decisone e la fermezza con cui l’hanno fatto tanti intellettuali
che hanno trasformato il mondo, e tra quelli c’è proprio Lenin.
Dall’altro lato c’è chi si dedica all’analisi concreta, tanto concreta da
dimenticarsi degli elementi teorici e della lotta della trasformazione, tanto
che possiamo trovare analisi concrete che arrivano a dire: “La lotta di classe
in Morelia, in strada ribelle numero 69, interno 7”. E ci scrivono un saggio
sopra, come se fosse un elemento di produzione teorica. Poi ci sono altri che
praticano la lotta per trasformare la società, e lo fanno credendo si tratti un
elemento di produzione teorica. E ci sono altri ancora che lottano e
disprezzano la produzione teorica . Tra queste linee bisogna trovare un
equilibrio, tanto una come l’altra cosa, la pratica e la teoria, sono
necessarie per la lotta quotidiana.
Il domani che stiamo per creare, sta per nascere nelle strade, su montagne e
pianure di questo paese; ma le finestre da cui affacciarsi per vedere quel
domani sono nella teoria, nelle analisi concrete, nella cultura, nella musica,
nel canto che ascoltiamo e nel ballo che ammiriamo. Chi voglia davvero
trasformare l’esistente deve convertirsi in un tipo di persona che sappia un
po’ di tutto, che usi varie discipline per utilizzarle nella lotta.
L’Altra Campagna sta passando fra questi estremi, dall’analisi
intellettualistica all’attivismo fine a se stesso. Altrove abbiamo già detto
che l’Altra Campagna non ha precedenti, per questo abbiamo bisogno di una
produzione intellettuale che sia adeguata con questa nuova realtà; una
produzione intellettuale equilibrata, che sia una sintesi di teoria e concretezza.
Ci serve una produzione teorica che sappia tenere conto delle analisi concrete,
e le più belle sono quelle fatte dalla gente più umile sulla loro realtà.
Quelle analisi concrete usciranno ancora illuminando la lotta nelle strade,
nelle montagne e nelle pianure del paese. Un giorno ne faremo una cosa sola, e
si stupiranno tutti , una cosa sola non solo della teoria, né delle sole
analisi concrete, ma di tutta la cultura che possiamo produrre ed alzare come
bandiera.
Grazie compagni e compagne della Casa di Lenin, qui staremo bene, ne siamo
sicuri.
Traduzione dallo spagnolo di FR